Associazione Softair Italia CSEN

Op. Crushes Snake

crushessnakes

Venerdì 05 Aprile – ore 20:30 - 4 automezzi con a bordo 29 operatori “SMOGGLER” partono alla volta dell’operazione “Crushes Snakes”.

Si tratta di 21 operatori del gruppo WGG di Prato e 8 operatori del gruppo Scout di Firenze.

Durante il viaggio vengono ripassati tutti i punti più importanti della strategia già pianificata in precedenti riunioni in sede, raccomandando come al solito il rispetto delle regole e la correttezza verso il “nemico”.

 

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Sabato 06 Aprile – ore 01:20 Arrivo nell’area di gioco. Si procede velocemente nell’oscurità ad allestire l’accampamento, poi tutti a letto, felici di partecipare a questo evento nonostante il freddo della notte.

Sabato 06 aprile – ore 09:00 un caldo sole di un inaspettata giornata primaverile illumina un paesaggio spettacolare che fa da cornice ad un game che promette molto bene.

Dopo aver svolto il briefing e le varie formalità, ci si appresta a caricare le repliche e gli equipaggiamenti.

 Ore 12:00 - E’ tutto pronto: Luce verde.

Le organizzate fazioni TALEBANE ed AMERICANE si muovono sin dai primi minuti ed iniziano ad esplorare le zone di gioco nel tentativo di organizzarsi nel miglior modo possibile,monitorate dai vari punti di osservazione posizionati strategicamente sulla cima di una montagna della Madonna delle Nevi allestita dagli SMUGGLER per l’ HQ.

Tra il silenzio della montagna aquilana gli SMUGGLERS iniziano a pianificare nel migliore dei modi l’attività da svolgere per estorcere ed arruffare quanto più possibile (droga, soldi, armi... etc…).

Il primo contatto per “l’apertura al dialogo” tra le fazioni avviene con il capo tribù TALEBANO, che con una cospicua somma di denaro pari a 50.000 USD decide di “investire” sulla nostra fiducia (dopo tutto cosa vuoi che siano i soldi di fronte alla ferocie alleanza con i mercenari). L’appuntamento è fissato alle ore 13:30 al limite dell’area di gioco in una zona sicura e coperta da tre lati.

Le truppe mercenarie si schierano pronte ad accogliere ogni eventuale sorpresa da parte dei TALEBANI, bloccando tutte le vie di accesso e di fuga con pattuglie ben posizionate sui vari punti cruciali. Attendiamo un bel po’ fino a superare il limite massimo di tempo richiesto dal capo SMUGGLER (denominato “Barba Rossa”).

Iniziamo a pensare che i TALEBANI ci abbiano ripensato e che magari stanno tentando di prepararci una bella sorpresa. In quel momento, da lontano tra gli ulivi, vengono avvistati 3 sospetti vestiti in modo strano ma non ostile. Gli viene richiesto di identificarsi e questi con un dialetto del tutto estraneo alla zona dicono di essere degli umili pastori locali atti a svolgere il loro lavoro. In un primo momento si decide di lasciarli andare invitandoli ad allontanarsi dalla zona.

0003I minuti scorrono e dei TALEBANI nemmeno l’ombra. Scoraggiati cerchiamo un alternativa per non perdere tempo inutilmente, quando veniamo contattati dalla fazione TALEBANA che ci comunica di esser stata bloccata insieme ai soldi da una pattuglia AMERICANA che ne ha ritardato l’arrivo. Titubanti sul da farsi decidiamo di credere alle parole degli orientali e di aspettare ancora qualche manciata di minuti. Ma la troppa curiosità dei pastori precedentemente incontrati ci intimidisce ed ci viene ordinato di catturare i 3 pastori. La prima squadra si precipita nella fitta boscaglia e tra gli spinosi pruni alla ricerca dei tre pastori e li fanno loro prigionieri. Vengono perquisiti, e come da aspettative, risultano essere puliti ma allo stesso tempo per niente collaborativi: negano ogni qualsiasi collegamento con la fazione TALEBANA rendendosi alquanto inutili. Viene deciso comunque di tenerli come ostaggi.

Nel frattempo, inaspettatamente verso il posto di blocco posto all’estremità di una curva per accogliere lo scambio previsto con i TALEBANI, viene segnalata la presenza di una squadra dall’abbigliamento riconducibile alla fazione AMERICANA, che si dirige in modo ostile verso il nostro punto operativo. In un primo momento vista l’inferiorità numerica in caso d’impatto (5 VS 12) si decide di evitare lo scontro e viene fatta rientrare la squadra dalla zona calda ( in fondo quegli AMERICANI non cercano mica noi!).

Approfittando della situazione e fiutando l’affare avanziamo una proposta alquanto allettante ai TALEBANI: ”ci facciamo carico noi di eliminare il convoglio nemico in cambio di altri 25.000 USD”.

I TALEBANI non esitano neanche un istante ed accettano la proposta.

Ben fatto! Parte la contromossa: due squadre vengono inviate per far pulito, una impatterà frontalmente mentre l’altra sfrutterà il fianco scoperto…via si parte.. tutti sui mezzi.

Ci s’avvicina al punto cruciale, ma gli AMERICANI fiutano il pericolo e tentano invano un disperato dietro-front. Troppo tardi, i mercenari sono già sul posto ed inizia lo scontro che dura qualche minuto. L’aggressività e la rapidità dei mercenari permette di chiudere subito la partita: nessun AMERICANO ne esce illeso eccetto uno, che sotto ordine viene preso come ostaggio per usarlo in un’eventuale scambio.

Comunichiamo l’esito positivo della missione ai momentanei “alleati” TALEBANI, che a quel punto devono solo cacciare la “grana” per il lavoro svolto onde evitare la stessa sorte. I referenti TALEBANI si recano da soli all’appuntamento con parte dei soldi, il resto ci verrà dato solo dopo aver liberato i tre pastori presi come ostaggio in garanzia dello scambio. Scortiamo così gli ostaggi fino al primo villaggio vicino per far vedere che siamo dei veri professionisti. La tribù riconosce il lavoro e salda il resto.

Tutto troppo semplice. Dopo aver fatto allontanare di corsa le squadre dal villaggio TALEBANO viene deciso di provare a massimizzare i profitti della giornata e blocchiamo in ostaggio anche i due referenti TALEBANI catturati sul primo luogo di scambio. A questo punto sono 3 gli ostaggi in nostro possesso. Proviamo ad intraprendere una trattativa con gli AMERICANI : “120.000 USD per i 2 TALEBANI e il vostro special force! Prendere o lasciare!”. Gli AMERICANI sembrano titubanti ma provati dell’esperienza appena passata accettano. Si decide il luogo e le modalità di scambio, tutto pulito, nessuna sorpresa, lo scambio avviene senza problemi.

Ore 18:30 - La sera inizia lentamente a fare capolino sulla montagna e con un bottino di circa 200.000 USD ci ritiriamo alla base per ricaricarci un po’. Non male come inizio di giornata. 0001

Ore 20:30 - Gli scontri sono continuati per tutto il pomeriggio tra le due fazioni ma i TALEBANI sono stati traditi al loro interno da un piccolo gruppo di “infami” che hanno pensato bene di cambiare sponda. Il tradimento ha colto di sorpresa i TALEBANI che si sono ritrovati a dover affrontare la superiorità numerica degli AMERICANI, oltre al vantaggio offerto dalle informazioni utili tratte dal tradimento appena avvenuto. Gli AMERICANI da veri avvoltoi approfittano subito del vantaggio acquisito, facendo una vera strage: bloccano le incursioni dei TALEBANI al nascere, fanno esplodere mezzi e depositi munizioni, riuscendo persino a far prigioniero il capo tribù.

Per i TALEBANI la situazione si fa sempre più critica, senza un capo, con pochi mezzi e pochi uomini non resta che rivolgersi agli SMUGGLERS per sbrigare la pratica.

Gli SMUGGLERS sono meschini e vogliono approfittare della situazione : Barba Rossa ripete la solita proposta: “o tutto o niente”. Ai TALEBANI non resta che accettare. Viene così definito un ritrovo, si stabilisce una strategia collaborativa ma si capisce subito che avendo pochi TALEBANI a disposizione, sarà dura espugnare la BASE COBRA, ma non ci tiriamo di certo indietro: pianifichiamo attentamente l’attacco alla fortezza AMERICANA, valutando anche le informazioni rilasciate dai TALEBANI che conoscono bene la zona.

Parallelamente i TALEBANI riescono a portare avanti una trattativa per liberare il loro Comandante, felicemente conclusa con il pagamento di denaro.

Ma la macchina da guerra SMUGGLERS non si ferma.

Ore 22,30 - A 2km di distanza dall’obbiettivo vengono abbandonati gli automezzi, procedendo a piedi per sorprendere il nemico. 40 uomini armati fino ai denti si dirigono a passo lento e silenzioso, snodandosi per i tortuosi sentieri come un gigantesco serpente, confuso tra i sottili rumori che la natura di un paesaggio quasi del tutto disabitato può offrire.

Arrivati in prossimità dell’obiettivo, come da accordi dividiamo le squadre in due blocchi: il primo impatterà frontalmente, mentre il secondo cercherà di aggirare l’obiettivo dal retro approfittando della confusione.

Ci dividiamo, siamo di fronte l’ingresso del campo situato in una zona molto ben illuminata e recintata difficile da valicare. Al primo impatto sbagliamo il punto d’accesso, trovando due cancelli serrati con dei grossi lucchetti. Dopo vari tentativi troviamo una via d’accesso da un buco presente nella recinzione adiacente, ma è troppo tardi e il rumore provocato dall’inatteso blocco del cancello ha fatto svegliare le sentinelle AMERICANE presenti. Inizia subito un primo ingaggio, dove un po’ di copertura data dalle armi d’appoggio permette di far sfilare gli uomini all’interno della prima recinzione avvicinandosi all’obiettivo. Si constata subito che la base AMERICANA è davvero un fortino: recinzioni, muretti e l’illuminazione presente tutta intorno sicuramente non giova a nostro favore e le armi d’appoggio riescono a tenerci alla larga per un bel po’, ma non riusciamo a contrastare l’opposizione nemica. Nel frattempo anche l’altra squadra che pensa d’aver aggirato l’obiettivo si ritrova nella stessa nostra posizione. Gli AMERICANI intuiscono la confusione nella nostra azione e ci aggirano alle spalle. Sul posto non si sentono altro che richieste di aiuto medico tra il rumore delle ASG. Gli SMUGGLERS si ritrovano bloccati sul posto. Ad un tratto, un inaspettato guasto al generatore crea un black-out improvviso. Finalmente il buio! Approfittiamo subito dell’occasione ideale per il nostro spostamento. Ci liberiamo dall’imbuto in cui ci avevano quasi intrappolato, alcuni riescono ad entrare nel fortino altri invece, furtivamente cercano un alternativa recandosi silenziosamente alle spalle del fortino. La mossa si rivela vincente, aggirando il fortino ed eliminando poche sentinelle si accede facilmente al deposito di armi AMERICANO, dove vengono rapidamente posizionati i cyalume sul deposito che viene fatto esplodere.

Primo obiettivo completato.

Contemporaneamente dall’interno si cerca di sfondare all’esterno, e due dei nostri riescono ad infiltrarsi tra le truppe nemiche approfittando dal rumore dello scontro frontale in corso. Una volta infiltrati nell’oscurità, fanno una strage. A questo punto le perdite sono numerosissime da entrambi i fronti. Si arriva quasi agli sgoccioli, alcuni TALEBANI riescono a raggiungere il fronte e dare man forte agli ultimi operatori che si riescono a contare sul palmo delle mani. Lo scontro dura più di due ore ma anche il secondo obiettivo viene raggiunto: L’ HQ AMERICANO viene fatto saltare.

0002Lo scontro per gli SMUGGLERS non è stato un gran successo dato le numerose vittime registrate, ma l’inaspettata fortificazione della Base AMERICANA, l’errato punto d’accesso e l’efficacia dell’opposizione AMERICANA ha fatto si che lo scontro risultasse ancora più difficile del previsto.

Ci ritiriamo non del tutto contenti dell’operato ma con un bottino per niente indifferente. Rientriamo all’HQ per recuperare le forze, la notte è lunga e potrebbe riservarci altre operazioni.

La notte per noi passa tranquillamente mentre le due fazioni continuano a scontrarsi ripetutamente per tutto il trascorrere delle ore.

Al mattino la sveglia suona con un certo allarme, una colonna di mezzi AMERICANI viene avvistata minacciosa alla ricerca di qualcuno o di qualcosa, il nostro “BARBA ROSSA” ha giocato sporco con ambedue le fazioni e potrebbe essere lui il maggior ricercato. Ci prepariamo in fretta pronti per uscire, ma veniamo contattati nuovamente dai TALEBANI, arricchiti dall’assalto notturno a sfavore delle fazione nemica chiedendoci un’ulteriore aiuto per opporci alla vendetta degli AMERICANI, dopo i numerosi attacchi subiti durante la notte. La contrattazione è lunga ma riusciamo ad ottenere una cospicua dose di droga da poter rivendere a prezzo stracciato sul mercato nero e che ci potrebbe fruttare svariati milioni di USD. Il tempo corre e l’avanzata AMERICANA si fa sempre più minacciosa. Ci organizziamo, e sempre guidati dai punti d’osservazione posti in cima alla montagna, identifichiamo una strada tra due curve che forma una specie di “S”, ideale per incastrare le truppe AMERICANE. Ci rechiamo velocemente sul punto strategico, abbandonando gli automezzi a circa 300 m. prima dell’obbiettivo. Iniziamo a posizionarci nascondendoci tra le erbacce e gli ulivi. Dovevamo renderci invisibili ai mezzi AMERICANI e cercar di tendere una vere e propria imboscata a tutta l’autocolonna. l’idea era di far saltare quanti più mezzi possibili, quindi posizioniamo le truppe armate di fettucce pronte a far saltare tutto lungo la strada. Non bisogna sbagliare nulla per portar avanti la strategia….dalla radio ci comunicano che gli AMERICANI sono sempre più vicini ma qualcosa non và come previsto. Gli AMERICANI pensano bene di procedere a passo lento sui mezzi preceduti da truppe di terra che perlustrano la zona. Questo proprio non ci voleva, non facciamo in tempo a ri-pianificare una strategia alternativa che arriviamo al primo impatto: i mezzi si fermano preventivamente e la tattica delle fettucce non può funzionare. Tutti ai posti di combattimento, lo scontro è feroce, volano migliaia di pallini in tutta la zona, le avanzate delle varie fazioni si alternano in modo quasi sincronizzato. Anche in questo caso lo scontro dura diverse ore , ma gli AMERICANI sembrano subire una certa determinazione dell’alleanza SMUGGLRS/TALEBANA che infine riesce a conquistare il campo di battaglia facendo saltare tutti i mezzi AMERICANI.

Siamo arrivati al termine del GAME e non c’è più tempo per altri scontri e vendette, gli SMUGGLER stavolta ne escono vittoriosi, subendo molte meno vittime rispetto allo scontro notturno ma soprattutto raggiungono l’obiettivo principale per il quale sono chiamati a combattere :

I SOLDI...

STRISCIONE CSEN SOFTAIR 

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