Associazione Softair Italia CSEN

Montefiore Conca... La sede di "The Act Of Valour"

Il Coordinamento Nazionale Csen Softair sta organizzando il 07/08 Settembre 2013, in concomitanza con la Finale del Campionato Csen Softair 2012/2013, una mostra mercato di Militaria ed aziende e negozi di SoftAir aperta a tutti gli appassionati di settore e non.

 

Montefiore Conca-StemmaLa location scelta per tutto questo è Montefiore Conca, in provincia di Rimini (RN), luogo di interesse culturale e paesaggistico per dare modo a tutti i finalisti ed a tutti gli appassionati di settore di poter trascorrere un week-end in compagnia delle proprie famiglie.

Una finale, una festa dello sport, una mostra mercato, un modo per conoscersi e per trascorrere del tempo insieme ai propri cari ed  ai propri compagni di squadra; un appuntamento che il Coordinamento Nazionale CSEN Softair cercherà di fare diventare annuale.

Durante la manifestazione oltre che decretare la squadra Campione Nazionale CSEN Softair 2012/2013 verrà anche presentato il nuovo Campionato Nazionale 2013/2014 con il relativo regolamento, migliorato grazie anche all'aiuto di tutte le ASD che nel 2013 hanno partecipato a questo Campionato Nazionale ormai giunto alla fase conclusiva.

Lo CSEN pensa di fare cosa gradita a tutti, nel presentarVi la Location della finale, ringraziando il Comune di Montefiore Conca per il materiale che ci ha messo a disposizione.

Montefiore Conca... La sede della Finale "The Act Of Valour"

 

Rocca di Montefiore Conca 

Montefiore è la capitale medioevale della Valle del Conca e uno dei paesi della Signoria dei Malatesta più integri e affascinanti.

Non a caso Montefiore rientra nel prestigioso circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.

FIORE1La Rocca, come sentinella di pietra delle terre malatestiane, offre, con le sue geometrie severe e imponenti, scorci davvero unici. Sorge su un promontorio dove, nelle giornate serene lo sguardo abbraccia la costa da Fano a Ravenna. In seguito alle ricerche archeologiche iniziate nell’estate del 2006 sono state ricavate interessanti scoperte che hanno permesso di aggiornare il rapporto tra il sito e le fonti storiche, in base alle quali si riteneva che il castello fosse sorto intorno al 1337 per iniziativa di Malatesta Guastafamiglia (1299 c.-1364). È certo che nel 1347 la rocca dovesse essere già costruita e funzionante, tanto da ospitare in quell’anno il re e la regina d’Ungheria. Il castello rimase poi sotto il dominio dei Malatesta fino al 1458, quando l’anno seguente venne occupato da Federico di Montefeltro.Nato con funzioni esclusivamente difensive, il Castrum Montis Floris fu ampliato in funzione di residenza intorno alla prima metà del ’300 e successivamente ristrutturato e abbellito da Sigismondo Pandolfo nei primi decenni del XV secolo. Le successive vicende del castello sono molto complesse, soprattutto per quanto riguarda il controllo politico del centro, che nei secoli XV-XVI fu oggetto di passaggi di potere quasi continui.

La recente campagna di restauro, condotta da parte della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Ravenna, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna e con il Comune di Montefiore, ha svolto lavori di consolidamento dell’intera struttura e ha riportato il complesso monumentale ad una totale fruizione, permettendo di accedere anche agli ambienti antichi, prima non raggiungibili. Nel vano in cui ti trovi e in quello successivo, per svolgere gli scavi archeologi, si è proceduto alla rimozione del pavimento. Conseguentemente, l’attività di scavo ha messo in luce un insieme di strutture legate alle fasi più antiche di frequentazione della rocca.

Le ricerche archeologiche hanno riportato alla luce una notevole quantità di reperti, spesso ottimamente conservati. Alcuni boccali costituiscono testimonianza delle più antiche maioliche smaltate dell’Italia centro-settentrionale, cui si aggiungono le maioliche quattrocentesche, e quelle cinquecentesche di produzione pesarese e faentina. Numerosissimi i vetri, per lo più bicchieri e bottiglie di produzione veneta. Non mancano le monete; gli attrezzi da lavoro; le armi; ma anche oggetti più prestigiosi, come un sigillo in bronzo.

La varietà e la quantità dei materiali rinvenuti offrono uno spaccato sociale della vita del castello, nelle sue numerose sfaccettature: la quotidianità, la vita di corte, i mestieri, l’attività militare.

I restauri hanno permesso di accedere anche ad ambienti fino ad ora non fruibili dal pubblico, come ad esempio la Sala dell’Imperatore dove sono conservate pitture laiche datate circa un decennio dopo la metà del Trecento, attribuite al pittore bolognese Jacopo Avanzi. Altri frammenti delle sue pitture sono esposte nella sala e del Trono.

E’ possibile osservare anche parte dell’originaria copertura del castello, un tetto a doppia falda e percorrere le strette e lunghe scale che percorrono da cima a fondo l’edificio.

 

Il Borgo

 

Montefiore: una finestra sulla Valle del Conca

FIORE2Il fiume Conca nasce dal Monte Carpegna, nelle Marche. Attraversa terre che serbano storie antiche e bellezze naturalistiche, fino a gettarsi nel mare, tra Cattolica e Misano Adriatico. In Romagna il paesaggio si distende in dolci declivi, costellati di borghi e castelli, dove la natura selvaggia convive con gli spazi coltivati.
Nel basso Medioevo e nel primo Rinascimento questi luoghi godettero del loro massimo splendore politico, artistico e culturale, contesi e dominati dai Malatesta, signori di Rimini, e dai Montefeltro, signori di Urbino.
Un momento storico che ha lasciato un’impronta profonda nell’identità del territorio e della popolazione locale.

 Montefiore, con il suo imponente castello, si erge su una delle più alte colline della Valconca, permettendo una veduta d’insieme della costa e di tutta la bassa vallata: un panorama unico, vibrante di luce e di colori.

 

 Montefiore nella storia e nell’arte

Il Castrum Montis Floris è citato per la prima volta in un documento del XII secolo, una concessione fatta da papa Alessandro III alla Chiesa di Rimini. Le fonti successive indicano il paese come Mons Floris, cioè Monte del Fiore, o Montefiore. Non ci sono segreti in questo nome, che deriva dalla deliziosa collocazione geografica del paese.

Il borgo di Montefiore, con le sue case, si addossa al castello, conservando la sua fisionomia medioevale. Si raccoglie in un semicerchio chiuso da mura, con le loro antiche torri; e fuori da queste mura un borgo, disteso brevemente a fianco della strada che risale e ridiscende la valle del Conca. Il castello e il paese dovevano la loro fortuna alla posizione dominante e al fatto di trovarsi al centro di un paese fertile, e su una strada importante, quella Flamnia minor grazie alla quale era possibile accorciare sensibilmente il viaggio verso Roma o da Roma. 

FIORE1

Il castello è malatestiano: dovuto cioè ai Malatesti, una potente famiglia guelfa che ha dominato tutto il territorio riminese e pesarese nel Trecento e nel Quattrocento come vicaria del papa. Vero è, tuttavia, che nel 1322 i Malatesti avevano acquistato dal comune di Rimini e dal papa tutti i diritti su Montefiore, che era perciò un bene privato, esclusivo della famiglia. Anche a questa sua condizione “privata” forse è dovuta la cura con cui i Malatesti hanno sempre abbellito, oltre che rinforzato, il castello, che era una bella e forte costruzione militare, ma anche una specie di reggia secondaria della famiglia, fornita di tutte le comodità di un palazzo cittadino. Una reggia per soggiorni anche prolungati (un Malatesti, Galeotto Belfiore, addirittura vi nacque, nel 1377), per le battute di caccia dei signori, per l’ospitalità riservata a personaggi illustri come papi e imperatori.

Dopo la sconfitta di Sigismondo Malatesti (1462) Montefiore tornò sotto il pieno dominio della Chiesa e fu dominato in seguito prima da Cesare Borgia (1500-1503), poi dai Veneziani (1504-1505). Nel 1514 fu concesso dal papa in feudo al principe macedone Costantino Comneno, nel 1517 a Lorenzo di Piero de’ Medici, nel 1524 ancora al Comneno (che qui morì nel 1530).

 

Il Santuario della Madonna di Bonora

Sorge poco lontano dal paese ed è il più celebre e frequentato santuario mariano della Diocesi di Rimini. Deve la sua origine ad un eremita laico, certo Ondidei di Bonora, che con testamento redatto nel 1409 lasciò ai terziari francescani i suoi beni e la cella in cui aveva fatto dipingere l’immagine della Madonna del latte. Attorno a questa immagine, rivelatasi miracolosa, è cresciuto il santuario, poi completamente ristrutturato nei primi decenni del Novecento. L’immagine mariana conserva ancora un arcaico sapore trecentesco e domina dall’altar maggiore la modesta chiesa. Numerosi ex voto, in sagrestia, testimoniano del culto e delle grazie ricevute dai fedeli.

Intinerari

Natura

Colline morbide e dolci, alternate a tratti dalle fenditure dei calanchi, danno vita ad un paesaggio unico e straordinario: quello della Valle del Conca. Nella Valle del Conca la natura selvaggia convive armoniosamente con l’agricoltura. Dai borghi che costellano la vallata si affacciano panorami sorprendenti che spaziano dai monti alla costa. Alcune località in particolare si predispongono alle lunghe e tranquille passeggiate e sono meta di itinerari naturalistici, in virtù della bellezza e peculiarità di certi paesaggi.

Gemmano: le grotte di Onferno, la valle del Ventena, i calanchi, i sentieri che toccano i borghi rurali, molteplici panorami circondano questo paese e ne fanno una meta obbligata per chi vuole scoprire un luogo incontaminato, integro, fermo nel tempo. Gemmano vanta anche un Museo Naturalistico, istituito per dare continuità all’attività di ricerca e promozione intrapresa nella riserva naturale orientata di Onferno.

Le Grotte di Onferno, le uniche naturali della Val Conca, costituiscono la principale attrazione naturalistica del riminese. L’inquietante toponimo cela antiche leggende. Il territorio della Riserva naturale di Onferno ha caratteristiche del tutto peculiari, sia per la presenza delle grotte carsiche, fortemente suggestive, che per la flora, tipica delle altitudini superiori. La grotta è volutamente poco illuminata, poiché ospita una preziosa colonia di pipistrelli composta da circa 4000 esemplari.

Il Parco naturale del San Bartolo offre bellezze naturali di grande fascino, come le ginestre odorose, che a maggio tingono di giallo le pendici dei colli che si affacciano sul mare, la falesia, le macchie boschive, ricche di flora e di fauna. Il Colle San Bartolo, rilievo montuoso che collega Pesaro a Gabicce, è, insieme al Conero, l’unico tratto di “costa alta” da Trieste al Gargano.

Il Monte Carpegna, da cui nasce il fiume Conca, dona la visione di un orizzonte unico. Ed è proprio per la vastità degli spazi che la località è meta dei deltaplanisti e amanti del parapendio.

Grandi prati dove pascolano mandrie di mucche e dove le poiane si posano sui rami degli alberi, sono l’ideale per fare entrare in contatto con la natura anche i bambini molto piccoli.

 

www.appenninoromagnolo.it 

www.altraromagna.net 

www.comune.gemmano.rn.it 

www.grotteonferno.it 

www.parcosanbartolo.it 

www.eremomontecarpegna.it 

 

Arte

Da Montefiore Conca è possibile raggiungere in poco tempo altri piccoli borghi, con i loro castelli e le lori ricchezze storiche, artistiche e archeologiche, che fanno della Valle del Conca una meta di indubbia suggestione. La maggior parte di questi borghi, come Montefiore, rientra nel novero dei comuni che fanno parte della Bandiera Arancione e dei Borghi più belli d’Italia.

Saludecio, serba un fascino arcaico e misterioso. Chi risale il primo tratto della Valconca, fatti pochi chilometri dal mare, distingue chiaramente su un poggio il profilo caratteristico di Saludecio, con i campanili, le torri e le mura. Arrivati sulla collina si entra nel paese da una antica porta che guarda verso il mare: subito si coglie l’armonia della piazza, delle vie nobili , dei vicoli. Il borgo è celebre per l’affermato Ottocento Festival, che si tiene ogni anno nel mese di luglio.

Montegridolfo sorge al confine tra Romagna e Marche, sulla linea che divide la valle del Conca dalla Valle del Foglia. Offre un paesaggio gradevole, fatto di morbide colline che scendono verso la pianura. La struttura del paese è di grande bellezza e tutti i suoi edifici sono restaurati con cura nella prospettiva di fare di Montegridolfo uno dei più avanzati e qualificati centri per il turismo ed il relax di tutto l’entroterra romagnolo. Entrando nel borgo, infatti, ci si immerge totalmente in un’atmosfera d’altri tempi.

A Montescudo furono ritrovati preziosi reperti etruschi e romani a dimostrazione di un passato ricco nei suoi avvenimenti. Di notevole importanza per il territorio è il Museo della Civiltà Contadina. Nella frazione di Trarivi è collocato il Museo della linea gotica orientale, linea che attraversava la Valle del Conca.

Per la fertilità e bellezza delle sue terre San Giovanni in Marignano si guadagnò il nome di Granaio dei Malatesta. Il paese è al centro della parte più bassa della Valle del Conca, dove la campagna si fa piana e il fiume si prepara a sfociare nel mare di Cattolica. San Giovanni in Marignano conserva ancora tutta la struttura urbanistica del centro con la cinta muraria e i torrioni, o le grotte per la conservazione del grano. Piccolo gioiello è l’ottocentesco Teatro Massari.

Mondaino riserva molte sorprese: una bellissima piazza circolare, una rocca da cui si gode un panorama completo sul mare e sui monti e, sotto il paese, si nascondono camminamenti dei quali si raccontano misteriose storie. Il borgo vanta anche un museo: il Museo Paleontologico, ricchissimo di fossili provenienti dalla Valconca. Nel mese di agosto a Mondaino si tiene ogni anno il Palio del Daino con giochi, sfide e tenzoni di tradizione medioevale e rinascimentale.

Si citerà infine Rimini, l’antica capitale della signoria dei Malatesti. I suoi beni e i suoi monumenti archeologici, artistici e architettonici, come Castelsismondo, il Tempio Malatestiano, i numerosi Musei, fanno di Rimini una città a tutto tondo, non solo meta del turismo balneare.

Spostandosi verso il Montefeltro, da Montefiore è possibile raggiungere in poco tempo luoghi dal sapore antico, che serbano storie e leggende d’amore, di morte e di guerre: Gradara, con il suo magnifico castello, Pennabilli, San Leo e Urbino, che conserva ancora il fascino di una città rinascimentale, sono solo alcune delle più celebri località che meritano di essere visitate.

Non molto lontana da Montefiore è infine San Marino, la più antica repubblica del mondo, che mostra ancora integre le caratteristiche della cittadella medioevale.

www.comunesaludecio.it 

www.montegridolfo.eu 

www.comune.montescudo.rn.it 

www.comune.san-giovanni-in-marignano.rn.it 

www.mondaino.com 

www.paliodeldaino.it 

www.comune.rimini.it 

www.urbinoeilmontefeltro.it 

www.visitsanmarino.com 

 

Campservice

La sosta a Montefiore Conca sarà semplice e agevole, se verrai in camper.

Inaugurato nella primavera del 2008, il Camper Service di Montefiore dista solo 400 metri dal paese. La struttura, realizzata secondo il progetto che ha ottenuto il secondo premio del concorso “I borghi del turismo all’aria aperta” indetto dal Club dei Borghi più Belli d’Italia, conta 48 posti vettura, 6 colonne acqua e energia elettrica, pozzetto di scarico wc chimici, servizi igienici c/o l’adiacente campo sportivo polivalente. L’accesso all’area è possibile attraverso tessera magnetica, acquistabile presso gli esercizi pubblici di Montefiore Conca.

Indirizzo: via Europa (parte finale) Tel/fax: 0541/980035; Fax 0541/980206

 

Cicloturismo

La Romagna è un territorio particolarmente adatto a chi va in bicicletta. Prima di tutto per la varietà del percorso: in pochi chilometri si passa dalla pianura alla collina e alla montagna, e si può scegliere tra itinerari affrontabili nell’arco di un’intera giornata o in poche ore. Professionisti, dilettanti e amatori trovano in questa terra le condizioni giuste per pedalare.

I numerosi appuntamenti cicloturistici organizzati in riviera e le scuole di ciclismo, tenute da esperti professionisti, offrono l’opportunità di scegliere un soggiorno sportivo in qualsiasi periodo dell’anno.

Molti operatori si sono specializzati nell’accoglienza dei ciclisti, attrezzando gli alberghi con locali idonei per il ricovero delle biciclette, piccole officine, menù adatti per chi va in bici, materiali informativi sui percorsi.

La Valconca regala al ciclista grandi soddisfazioni.

L’itinerario Valconca e rocche malatestiane, ad esempio, presenta un tracciato che si dipana tra gli antichi possedimenti dei Malatesti. Dal punto di vista ciclistico è un percorso di una certa difficoltà, con una serie di salite. L’itinerario si snoda da Rimini attraverso Cattolica, Gradara, Montegridolfo, Mondaino, Montefiore Conca, San Marino e Verucchio.

Il premio è un panorama splendido.

Altri itinerari passano per Montefiore Conca, come il Giro per scalatori, un su e giù continuo lungo la dorsale collinare del confine romagnolo-marchigiano. Il tracciato non è molto lungo, cento chilometri circa, ma richiede impegno e abitudine alla bici. C’è un po’di tutto:curve, salite, discese; manca semmai la pianura. Il percorso si snoda da Montescudo a Gemmano, fino a Tavoleto e a Montefiore, per poi tornare verso l’azzurro del mare, a Morciano di Romagna e a San Giovanni in Marignano.

www.gsvalconca.it 

www.adriacoast.com/ita-22-4-s1-cicloturismo-provincia-rimini.php 

www.adriacoast.com/ita-22-28-4-s2-valconca-e-rocche-malatestiane-provincia-rimini-s1-cicloturismo.php 

 

Spiritualità

Una spiritualità ancestrale, profonda, caratterizza la gente della Valconca. Nel territorio sono disseminati numerosi santuari, da sempre meta dei pellegrini e dei fedeli. Anche Montefiore Conca è meta del culto religioso: nell’antico santuario della Madonna di Bonora giungono ancora oggi circa 500.000 pellegrini, provenienti da tutta l’Italia.

Numerosi in Valconca sono i santuari mariani. Ne è un esempio, appunto, il santuario di Montefiore.

A Saludecio è sito il santuario della Madonna del Monte, il più recente.

Il santuario della Beata Vergine delle Grazie di Montegridolfo è molto venerato dalla gente del posto, soprattutto dal pesarese. Fu eretto in seguito a due apparizioni della Madonna, nel XVI secolo.

Nel territorio di Gemmano, una chiesetta bianca sulla sponda destra del Conca è frequentata dalla primavera e per tutta l’estate da numerosi devoti. La sua nascita sembra dovuta a due eremiti e risale, stando ai documenti, ai primi anni dell’800. Alla fine degli anni ‘90 l’edificio è stato sottoposto ad un attento restauro.

Nel XVIII secolo venne costruita a San Clemente una bellissima cappella mariana. A base ottagonale, con lesene, è fatta di mattoni, resi magici dal tempo.

In Carpegna è sito il santuario mariano più antico della Valconca, il santuario della Madonna del Faggio.

Ben sei personaggi che si fregiano del titolo di “beati” sono vissuti nel breve territorio della valle durante gli ultimi secoli: mistici, pellegrini, contadini, religiosi di vita semplice. Le vicende della loro vita e la fama dei loro miracoli sono ancora vive e feconde nei paesi della valle, che ne custodiscono i corpi santi e ne tramandano gelosamente la memoria.

A Saludecio, nella chiesa di San Biagio, si venera il beato Amato. Di origini saludecesi anche altri due beati: Cipriano Mosconi e Elisabetta Renzi.

Nella chiesa di Passano, a Coriano, è venerato il beato Enrico Ungaro.

Occorre poi salire fino a Montecerignone e recarsi al santuario di Enrico Spadafora, che vi giunse nel 1491.

Numerosi infine i luoghi di culto, luoghi di silenzi e di pace, come la Pieve di San Giovanni Battista a Carpegna, l’ex chiesa delle Monache Clarisse a Mondaino o la chiesa di San Girolamo a Saludecio.

Egidio Brigliadori, Agostino Pasquini, Religiosità in Valconca, Banca Popolare Valconca, 2000.

 

Vini e Sapori

La Strada dei Vini e dei Sapori delle Colline Riminesi comprende i comuni di Bellaria-Igea Marina, Sant’Arcangelo di Romagna, Poggio Berni, Torriana, Verucchio, Rimini, Coriano, Riccione, Misano Adriatico, San Clemente, Montescudo, Monte Colombo, Montefiore Conca, Gemmano, Morciano di Romagna, Saludecio, Mondaino, Montegridolfo, San Giovanni in Marignano, Cattolica e fra gli enti partecipanti la Provincia di Rimini e la CCIAA di Rimini. In questa terra si trovavano i Malatesta ed il Montefeltro. Questo territorio si sviluppa sulle colline dell’entroterra fra le valli del Conca e del Marecchia ed attraversa tutta la provincia fino ai confini del Montefeltro che si trova nella regione Marche.
Della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini fanno parte frantoi, aziende vinicole, cantine, agriturismi, ristoranti, botteghe artigiane, istituzioni pubbliche e associazioni di categoria comprese tra le spiagge dell’Adriatico ed i borghi storici delle vallate del Conca e del Marecchia.

Ogni azienda offre suggestioni diverse e tutte insieme raccontano la storia di un territorio dall’ospitalità innata della sua gente. Viaggiare lungo i percorsi della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini è anche viaggiare nel tempo, scoprire l’eredità che ci ha lasciato, vedere i colori delle stagioni e sentirne i profumi.

Ogni paesaggio è l’espressione di ciò che la natura ed il lavoro dell’uomo hanno creato, ogni assaggio è una riposta alle radici del sapore e del sapere. Il vino e l’olio sono i prodotti di punta di questo angolo di Romagna e diventano gli ideali compagni di un viaggio alla scoperta di prodotti tipici, dall’artigianato locale ai gustosi piatti tradizionali, dalla carne al pesce azzurro, dai salumi ai formaggi, dalla piadina ai dolci tipici, dai tartufi, al miele e alle castagne.

Un angolo di terra capace di emozionare in ogni senso e di segnare nella memoria di ciascuno tappe sempre nuove di un percorso unico e indimenticabile.

I prodotti sotto la tutela di questa strada del vino sono il Colli di Rimini Doc ed il Sangiovese di Romagna Doc. Ma anche altri prodotti oltre al vino sono tutelati sotto tale denominazione e sono l’ Olio Extravergine d‘Oliva Colline di Romagna Dop, il Pane casereccio, il Bizulà, la Piadina, il Miele, il Formaggio di fossa, il Pecorino a latte crudo, la Ricotta fresca vaccina e pecorina, lo Squacquerone di Romagna, la Porchetta, il Suino pesante, la Fragola di Romagna, il Loto di Romagna, la Castagna di Montefiore, la Patata di Montescudo, il Tartufo Nero, il Miacetto, il Sanguinaccio, la Saba, il Savor, il Bustrengo ed il Nocino.

 

www.stradadeivinidirimini.it 

 

Ospitalità

 Sentiero

Mob. 339.6526942 – 335.8242782 - 333.2492519

Via Gemmano 1050
47834 Montefiore Conca (RN)
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Caffé del Borgo

Piazza della Libertà 2

47834 Montefiore Conca (RN)

 

De Nir

Tel. 0541.988370 – Fax 0541.988370

Via Provinciale 3230
47834 Montefiore Conca (RN)

 

GoDo – Locanda della Corona

Tel. 0541.980340 – Fax 0541.980367

Mob. 335.6871770
Piazza della Libertà, 12
47834 Montefiore Conca (RN)
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Al Drago Verde

Mob. 331.6363769

Piazza della Libertà, 12
47834 Montefiore Conca (RN)
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Belfiore

0541 988524

Via XX Settembre, 6/8
47834 Montefiore Conca (RN)
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Baita la Tiperia

333 6235832

Via Panoramica (Monte Auro)
47834 Montefiore Conca (RN)
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La Ruota

Tel. 0541980012

Via Croce Gaggio, 106
47834 Montefiore Conca (RN)

 

La Cerqua

Tel. 0541 985893

Via Monte, 1293
47834 Montefiore Conca (RN)

 

Il Vecchio Gelso

Via Molino Ciotti, 770

47834 Montefiore Conca (RN)

 

Osteria Del Castello – ex La Mura

Tel. 0541.980211 – 339.2455159

Via Riva, 1
47834 Montefiore Conca (RN)

 

Al Rivellino

Tel. 0541.980209 0541.600978

Fax 0541.600357
Mob. + 39 335 6955180
Piazza della Libertà, 8
47834 Montefiore Conca (RN)

 

Il Borgo Antico

Mob.335.8482171 – 338.1343292

Via Piana, 150
47834 Montefiore Conca (RN)
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Il Monticello

Tel. 0541 980270 – Cel. 348 2896451

Via Val di Ranco, 1140
47834 Montefiore Conca (RN)
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Locanda di San Pietro

Tel. 0541.985553

Via S.Pietro 1685
47834 Montefiore Conca (RN)

 

Regency Biolive

 Mob. +39 327 1818581 +39 346 0459595

+39 327 1818581
Via Serra di Sopra, 7
47834 Montefiore Conca (RN)
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Il Giardino di San Gaudenzio

Mob. + 39 348 4487759

Via Tavoleto, 1940
47834 Montefiore Conca (RN)

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